
Arrivati a Roma con mezzi diversi, abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio giubilare dirigendoci alla volta di San Pietro per attraversare la Porta Santa, Porta Santa per eccellenza perché fisicamente aperta da papa Francesco il 24 dicembre 2024.


Partendo da piazza Pia, al seguito della nostra croce giubilare, ben riconoscibili dal cappellino dell’Associazione che ci ha permesso di non perderci in mezzo alla folla, abbiamo percorso via della Conciliazione guidati da padre Valter, che ci ha introdotti al significato del passaggio della porta recitando le preghiere finalizzate alla comprensione dei gesti che stavamo per compiere.


Nel pomeriggio, alla chiesa giubilare di San Paolo Fuori le Mura, attraversata anche questa Porta Santa, abbiamo potuto raccoglierci in preghiera in una cappella laterale, assistendo alla messa celebrata da padre Valter e da don Ettore, amico di lunga data di padre Valter, che ci ha accolti con simpatia e cordialità.

La successiva tappa è stata alla basilica di Santa Maria Maggiore dove, attraversata la Porta Santa, e dopo esserci raccolti in preghiera davanti alla tomba di papa Francesco, abbiamo partecipato alla santa messa concelebrata in una cappella laterale: è stato un momento molto intimo e significativo di comunione fraterna.

E poi via!
Il nostro autista ci ha guidati in un interessante giro per la Roma antica i cui monumenti ci sono stati illustrati dal nostro accompagnatore.
Eccoci, infine, alla basilica di San Giovanni in Laterano dove abbiamo nuovamente attraversato la Porta Santa e abbiamo ammirato la magnificenza del battistero, della basilica e del chiostro.
Dopo esserci incrociati con un variopinto e allegro gruppo proveniente da Papeete, capoluogo della Polinesia francese, siamo ripartiti per Torino, con una breve sosta ad Arezzo, in un clima di amicizia e di collaborazione che corrisponde al tema del giubileo: siamo stati veramente pellegrini di speranza e con il cuore pieno di speranza siamo tornati nelle nostre case.

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